Se non vogliamo rinunciare al gusto, è possibile inserire alcuni affettati all’interno di un regime dietetico ipocalorico, lavorando sulla frequenza e sulle porzioni.
La frequenza dovrebbe essere pari a una volta in settimana, a meno che non si segua una dieta particolare a basso contenuto di sodio o che ci siano particolari restrizioni mediche da seguire.
Per quanto riguarda le dosi, una porzione pari a 50-70 grammi risulta essere compatibile con i limiti LARN (Livelli di Assunzione Raccomandata di Nutrienti). Anche se bisogna considerare l’alimentazione del singolo soggetto e la quota di grassi saturi e di colesterolo consumati nell’arco della giornata.
Il prosciutto cotto è un ottimo alleato
Tra i vari affettati, nei regimi dietetici ipocalorici spesso troviamo il prosciutto cotto. Se privato del grasso visibile, il prosciutto cotto presenta un basso tenore calorico, un basso tenore lipidico e un alto tenore proteico. E chi, oltre che seguire un regime dietetico ipocalorico, vuole anche ridurre l’apporto di colesterolo presente nella sua dieta, può consumare il prosciutto cotto?
Innanzitutto, facciamo chiarezza: ben il 70-80% del colesterolo viene prodotto direttamente dall’organismo nel fegato, mentre solo il 20-30% proviene dall’alimentazione.
Il colesterolo, nonostante venga sempre additato come pericoloso, è essenziale per vari processi vitali. Quali? La produzione di ormoni steroidei (estrogeni, testosterone e corticosteroidi), la sintesi della vitamina D, la formazione delle membrane cellulari e la produzione della bile.
Colesterolo: due tipologie differenti
Esistono due tipi principali di colesterolo: l’HDL, conosciuto come colesterolo “buono” e LDL, colesterolo “cattivo”. Un valore troppo alto di LDL, determina la formazione di placche aterosclerotiche: questo colesterolo “cattivo” può accumularsi nelle pareti delle arterie, formando placche che determinano una riduzione del flusso sanguigno, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari, quali infarto e ictus.
Il prosciutto cotto, come tutti i salumi, presenta una buona quota di grassi saturi, grassi che hanno un impatto negativo sui livelli di colesterolo LDL. Tuttavia, rispetto ad altri tipi di salumi quali la mortadella o lo speck, il prosciutto cotto presenta una quantità di grassi saturi di gran lunga inferiore, rendendolo particolarmente indicato se non si vuole rinunciare al gusto in un regime dietetico ipocalorico. Inoltre, ricordiamo che il prosciutto cotto apporta una fonte di proteine ad alto valore biologico, garantendo il mantenimento ed una corretta crescita dei tessuti muscolari e favorendo il corretto funzionamento del sistema immunitario.