Quali sono i primi aggettivi che ti vengono in mente quando pensi al prosciutto crudo?
Sicuramente la sua morbidezza e la sua delicatezza. Un sapore tendente al dolce, leggermente salato e lievemente aromatico, con un profilo che cambia man mano che la carne matura.
La consistenza è morbida ma compatta e si scioglie in bocca, regalando un’esperienza gustativa avvolgente ma complessivamente leggera.
Lo speck ha un gusto più robusto e deciso, dovuto alla doppia lavorazione di salatura e affumicatura.
L’affumicatura, infatti, aggiunge una profonda nota legnosa e speziata alla carne, che la rende più intensa e aromaticamente ricca.
La consistenza è certamente più compatta rispetto a quella del prosciutto crudo, per questo si presta perfettamente ad essere utilizzato in piatti cotti, dove il suo sapore può risplendere al massimo.
Il gusto affumicato resta a lungo sul palato, rendendo lo speck ideale per chi ama un sapore più deciso e duraturo.
Antico dilemma: gustarli a crudo o cotti?
Una delle domande che assillano quando si pensa a questi due salumi è: ma sono più buoni gustati crudi o cotti? Ecco la risposta.
Se si chiama crudo, un motivo c’è: il prosciutto crudo è infatti pensato per essere gustato crudo.
Le sue fette sottili sono perfette per un antipasto semplice e raffinato, magari accompagnate da pane fresco o frutta come melone e fichi. Oppure, se preferisci qualcosa di più ricco, puoi abbinarlo a formaggi freschi come la mozzarella o il mascarpone. Si presta bene anche come ingrediente in panini e in insalate fresche.
Lo speck, d’altra parte, è molto più versatile.
Può essere gustato crudo in fette sottili, ma è perfetto anche in cottura. L’affumicatura lo rende ideale per piatti caldi, come risotti, zuppe o torte salate, dove il suo sapore affumicato può sprigionarsi al meglio.
Inoltre, lo speck può essere grigliato, saltato in padella o utilizzato per aggiungere un tocco di sapore a piatti come la polenta, le pasta o, perché no, come condimento per le uova all’ora del brunch.