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Prosciutto cotto, posso consumarlo in gravidanza?

Cosa prevede una corretta alimentazione in gravidanza?

La gravidanza risulta essere uno dei momenti più belli e più delicati nella vita di una donna, e una corretta ed equilibrata alimentazione risulta fondamentale per garantire un adeguato apporto calorico e nutritivo sia per la mamma che per il piccolo feto. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità risulta necessario seguire delle semplici ma indispensabili regole: 

 

  • Fare 4-5 pasti al giorno.
  • Bere almeno 2 litri di acqua al giorno.
  • Prediligere alimenti freschi per lasciare inalterato il contenuto di vitamine e sali minerali (carni magre ben cotte, pesce magro, formaggi magri e freschi, verdura ad ogni pasto ben lavata).
  • Da evitare tassativamente bevande alcoliche e proteine animali consumate crude in caso di toxoplasmosi negativa.
  • Da limitare tè e caffè, sale (preferendo quello iodato) , zuccheri semplici e grassi industriali.
  • L’aumento ponderale auspicato è di 11.5-16 kg per una donna che parte dal normopeso: è inferiore per una donna in sovrappeso, superiore per donne in sottopeso
  • Il peso è da accumulare soprattutto dal quarto mese in poi.
  • Le uniche integrazioni raccomandabili, fatte salve carenze specifiche, sono di ferro e acido folico.

 

Queste linee guida garantiscono il mantenimento di uno stato di salute sia per la futura mamma che per il feto; risulta necessario però che l’alimentazione per la gestante non diventi uno stress o una fonte di ansia.

Ma come dev’essere strutturata la dieta durante la gravidanza? Risulta fondamentale dal primo mese di gravidanza assicurare un corretto apporto di proteine, carboidrati e grassi. Il fabbisogno proteico nel primo trimestre di gravidanza deve rimanere invariato rispetto all’apporto proteico pre-gravidico, mentre dal secondo trimestre in poi è necessario aumentare progressivamente l’apporto di proteine animali e vegetali. Le proteine devono essere preferibilmente cotte (da evitare alimenti crudi in caso di Toxoplasmosi negativa) e possono provenire dalle carni, affettati, pesci, uova, formaggi e legumi. Le carni (vitello, vitellone, pollo, tacchino, cavallo..) oltre ad essere delle ottime fonti proteiche, forniscono un buon apporto di ferro , micronutriente che in gravidanza risulta essere sempre carente.

Gli affettati possono essere consumati in gravidanza?

Certo! Optando per affettati magri e diminuendo il loro consumo a massimo due volte in settimana. Se non immuni alla Toxoplasmosi è necessario consumare affettati rigorosamente COTTI, tra cui prosciutto cotto ed il prosciutto crudo magro STAGIONATO 24 MESI; i pesci sono da preferire freschi e cotti alla griglia (sogliola, merluzzo, nasello, trota, palombo, dentice, orata..) da limitare il consumo di prodotti in scatola conservati (per la contaminazione di mercurio) e crostacei e molluschi (ricchi di colesterolo). Le uova ottime fonti di proteine, vitamine e sali minerali, possono essere consumate una/due volte in settimana rigorosamente cotte.  Tra i formaggi sono da preferire quelli stagionati e quelli magri , in quanto presentano entrambi un maggior contenuto proteico; da evitare  quelli con muffe (gorgonzola) e i formaggi a pasta molle derivati da latte crudo. Infine i legumi rappresentano delle ottime alternative proteiche vegetali, in particolare per gestanti vegane e vegetariane.

In gravidanza risulta necessario garantire un corretto apporto di carboidrati, macronutrienti che forniscono energia e garantiscono una stabilizzazione glicemica della gestante; sono da prediligere carboidrati complessi preferibilmente integrali (pane/pasta/cereali) limitando invece il consumo di zuccheri semplici (brioches/gelati/caramelle).

Infine, i grassi che garantiscono una corretta crescita del sistema nervoso centrale del feto; l’apporto di grassi INSATURI (frutta secca, semi di lino, semi di chia…) sono da preferire rispetto a quelli SATURI (burro, margarina, strutto). E’ stato dimostrato come il DHA, facente parte dei grassi insaturi, ha un’influenza sullo sviluppo embrionale; ci sono evidenze che suggeriscono che un buon apporto di DHA nel secondo e terzo trimestre abbia effetti anche nell’infanzia (sviluppo cognitivo , Q.I., risposta affettiva) ed età adulta (declino cognitivo e disordini psichiatrici).

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